lunedì 26 aprile 2010

Il lutto della coscienza

In questi giorni continua a tornarmi in testa, in una sensazione di pura sofferenza fisica, il viso distorto dall’odio di alcune madri intervistate sul caso dei bambini esclusi dal servizio mensa ad Adro perché non pagavano la retta.
Poiché i bambini, per lo più figli di stranieri, non potevano nemmeno accedere agli aiuti economici previsti dal comune solo per i residenti, un imprenditore ha pagato il loro debito per evitare che subissero una discriminazione estremamente dolorosa, tanto più nell’infanzia, in un momento in cui si cercano di acquisire l’orgoglio della propria identità e la assimilazione nella comunità in cui si vive; alcuni genitori residenti, allora, si sono detti indignati da questo atto privato di generosità, e hanno ritenuto legittimo gridare alle telecamere con violenza che allora anche loro non avrebbero più pagato la mensa, per farsela regalare da altri.

Mi lasciano senza fiato:

- quei visi distorti che resteranno per sempre nella mia memoria come il ricordo di un dolore acuto

- il fatto che si possa solo concepire come affronto fatto a se stessi un atto di generosità di un uomo che vuole evitare una ferita inutile a dei bambini, atto che tra l’altro evita la nascita di barriere d’odio, agevolando l’inserimento di questi bambini nel paese in cui gli è toccato vivere;

- il fatto che, anche se probabilmente gente con pensieri come questi è sempre esistita, ci si limitava nell’esprimerli, sicuri di incontrare una ferma riprovazione sociale, nel nome dell’umanità, della pietas, della giustizia, della religione, di tanti e tanti principi che venivano considerati scontati; invece ora questi pensieri sono stati sdoganati come legittimi, come ideali politici da sostenere con orgoglio.

La memoria della povertà, dell’emigrazione, di quel paese del terzo mondo che era questa Italia all’uscita dalla guerra è stata cancellata. La ferita di questi anni alla cultura del mio Paese mi spaventa profondamente, come un panico crescente che faccio sempre più fatica a controllare.
Questi sono i mostri che inseguono il futuro di mio figlio, non la massa di disperati che cercano qui la vita per i loro.

PS: Vauro, alla fine della trasmissione di Santoro in cui tutto questo è stato fatto vedere, ha detto che questa gente non si merita nemmeno una vignetta. Ebbene, nel mio piccolo mi astengo anch'io dalla consueta immagine che colora i miei post. Qui non c'è colore.

2 commenti:

matteo ha detto...

Continuo a pensare anche io a questa gente, che sicuramente si sente cristiana, che non è capace di vedere il gesto di carità disinteressata, pura, vera.
E penso a San Martino, e penso a Sant'Ambrogio, e penso che io, ateo anticlericale, conosco le parole e i gesti di chi è parte della Chiesa, e loro evidentemente no!

NEF ha detto...

Trovo particolarmente impressionante pensare che se un azzeramento del debito dovuto da parte del Comune avrebbe inciso sulle tasche dei cittadini (anche se in modo ridicolo, rispetto agli sprechi consueti), questo intervento di un privato non ha alcuna conseguenza economica per quelle famiglie; quindi, anche mettendola solo sul becero piano dell'egoismo monetario, per cercare di capire cosa stia capitando, a quella gente non basta nemmeno non subire alcuna perdita dalla vicenda: il loro è odio puro!